Violenza alle donne

Posted by | 01/10/2014 | Articoli | No Comments
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Le donne vittime di violenza nel momento in cui decidono di denunciare e quindi uscire dal tunnel della violenza, sono molto impaurite, confuse, disorientare, annientate. Questo è il momento più difficile e delicato per la donna.

Essere l’avv. delle “donne vittime di violenza”, significa sostenerle in quei momenti tanto delicati e critici accogliendole con dolcezza e sensibilità; ascoltando le loro paure, le loro fragilità, i loro mille problemi.

Ascoltarle senza guardare l’orologio, senza giudizio.

Essere avvocato delle donne maltrattate, significa stare in silenzio aspettando che ti parlino, a volte facendo battute per allentare la tensione che c’è nell’aria, a volte ponendo delicatamente delle domande senza aspettarsi delle risposte o delle risposte confuse e frammentate.

Essere avvocato di queste donne significa essere chiamati alle ore 22,00 o il giorno di Natale o la domenica, perché lui è sotto casa che urla, minaccia o tenta di entrare in casa con la forza, e lei chiama il suo avvocato, la prima persona che la tranquillizza, le dice cosa deve fare, sta al telefono con lei tutto il tempo necessario per calmarla, contenerla e tranquillizzarla.

Essere avvocato delle donne vittime, significa spesso essere inondati dal dolore, dalla rabbia, dalle frustrazioni, dalle paure delle donne, significa spesso contenere il panico e la paura che le invade.

Essere avvocato delle donne significa trasmettere loro, forza e coraggio. Farle sentire accompagnate nel loro tortuoso e difficile cammino.

Essere avvocato delle donne significa accompagnarle, prendendole per mano, nel difficile e pesante percorso legale, essere lì pronta a sostenerle, a rialzare, ad incoraggiare, a spronare, a dire non mollare, nei momenti di sconforto della donna: tanti durante il percorso.

Essere avvocato delle donne significa vederle arrivare da te distrutte, sciatte, incolore, con gli occhi gonfi di lacrime e rivederle dopo qualche mese che accennano a un sorriso, più curate nell’aspetto, con un filo di trucco, un po’ più forti e un po’ più rilassate.

Essere avvocato delle donne significa essere tempestata di domande, magari sempre le stesse, significa spiegare loro con molta pazienza cosa accadrà e quale sarà l’iter giudiziario, significa tenerle costantemente informate di quello che accadrà udienza dopo udienza. Spesso ti chiamano per sciocchezze, ma tu, pazientemente le ascolti perché sai che sono quei momenti in cui loro hanno bisogno di sentire una voce per loro amica, hanno bisogno di essere confortate.

Essere avvocato delle donne significa gestire le tante emergenze che lei ti porta soprattutto nella fase iniziale del suo percorso.

Essere avvocato delle donne significa, non di rado, concludere un colloquio difficile doloroso non con una stretta di mano ma abbracciandole sussurrando loro: “dai ce la faremo, piano piano metteremo tutto a posto e vedrai che un giorno rideremo di questi momenti”.

Essere il loro avvocato significa non essere un avvocato tradizionale.

Avv. Rosa Piscopo rosa_piscopo@libero.it

Essere la coach di un avvocato così, significa supportare una persona e una grande causa comune. Comprendere il modello linguistico e di ragionamento di queste donne è quello che stiamo facendo per aiutarle a prevenire eventuali ulteriori violenze in attesa delle fasi processuali. Aiutare a vedere oltre, oltrepassare il dolore e vedersi già fuori dal tunnel è tra le sfide più gratificanti che stiamo affrontando.