Chi decide il tuo successo – motivare se stessi

Posted by | 06/10/2014 | Articoli | No Comments
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Prima dell’età aurea della pubblicità c’era il passaparola. Il miglior fruttivendolo godeva di ottima reputazione e la bancarella era sempre affollata di persone che compravano.

Durante l’età aurea della pubblicità, l’insieme di alcuni fattori quali la prospettiva, l’apparente insaziabilità dei consumatori, il potere della TV di entrare in ogni luogo, erano sufficienti all’azienda per avere un buon ritorno sulle vendite.

Trascorsa l’età aurea della pubblicità siamo quasi tornati al punto di partenza, il passaparola corre nel web attraverso vari segmenti.

L’effetto terminale non è diverso, si acquista un prodotto o un servizio di cui si sente il bisogno e che risponda a una serie di requisiti. Di diverso ci sono la dinamica e la quantità d’informazioni che circolano attorno all’oggetto o al servizio.

Facebook, Twitter, Linkedin dominano lo scenario, favorendo ciò che il proprio network evidenzia come importante e decidono in un certo senso il tuo successo.

Prima di acquistare un articolo, si attende che ci sia un numero ragguardevole di commenti positivi, in caso contrario se ne dichiara la morte.

La platea mondiale dei consumatori è in un virtuale Colosseo, pronta col pollice a decretare il futuro successo o insuccesso di ciò che è in vendita.

Questo cambiamento ha modificato la dinamica relazionale, imponendo alle aziende politiche che considerino la conversazione col cliente e quindi mettano in uso gli stessi strumenti social.

Ogni soggetto persona fisica o giuridica, che voglia mettersi “in vendita”, passa dalla conversazione digitale.

Chi è coinvolto in prima linea?

Dall’interno sicuramente le direzioni marketing e comunicazione. La collaborazione, la sinergia, l’interconnessione fra loro diventa essenziale per far fronte e scudo alle eventuali minacce o per accogliere plausi di grandi vittorie.

Dall’esterno il supporto di una realtà nuova in forte espansione come TEIA Technologies srl, potrà studiare il fenomeno con processi adeguati alle singole realtà aziendali.

Capitalizzare il sapere dei clienti per aumentare o correggere il “customer care” è loro compito, aumentare la reputazione del brand, della visibilità, il tasso di retention, generare contatti di qualità, migliorare la qualità del servizio, tocca ad ogni realtà produttiva che voglia distinguersi nell’oceano della concorrenza.

La maggioranza dei clienti è precoce e tardiva.

Sono consumatori che non desiderano in modo particolare il prodotto o servizio ma se un numero sufficiente lo prova e se ne parla allora lo acquistano, determinando così il successo.