Crescita personale – empatizzare nel lutto

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My coach mobile del 15/3/2015

Non riesco a empatizzare con gli altri e non so nemmeno se è giusto. Quando la gente è triste o sta male perché ha subito un lutto, muore qualcuno che conosceva o finisce una relazione, la mia reazione è di fastidio verso la persona perché  sento che sono costretto a darle delle attenzioni, dell’ascolto che non sento genuinamente. Io ho provato esperienze di questo genere nella mia vita, ma non ho mai versato lacrime per questi motivi. Non ho mai permesso che questi avvenimenti mi  rovinassero o cambiassero. Vedo queste cose come parte della vita, che va avanti, con un normale ciclo di nascita e morte. Anch’io diventerò vecchio e sarà dura fingere queste emozioni. Qualche giorno fa mia moglie piangeva perché era morto un suo conoscente. Ho provato a far finta di empatizzare con lei, ma mi sono infastidito dal provare reazioni eccessive. Passiamo oltre. C’è qualcosa di sbagliato in me, considerando la morte una cosa naturale?

Riflessione della coach

Caro umano,

l’empatia serve a connettersi alle persone il compatimento disconnette. Alcune persone vivono sentendosi più simili a un legno duro, pensando di essere più forti, ma più il materiale è poco flessibile più ha la possibilità di spezzarsi. L’empatia è la capacità di vedere oltre il nostro naso, gli eventi da altri punti di vista e questo non può che arricchirci e favorire la nostra crescita personale. Le suggerisco di vedere questi video. Il primo è un simpatico quanto toccante video

https://www.youtube.com/watch?v=nSVyLBsQO0A

e questo che spiega scientificamente l’empatia