Autenticità

Posted by | 25/02/2015 | Articoli | No Comments
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Ieri sera parlavo con un ex collega, oggi imprenditore, riflettendo sulla volontà di mettersi in evidenza per “vendersi”. Vendere un prodotto è un po’ come vendere se stessi.

La riflessione è stata condotta sulla personalità propria e su quello che gli altri vogliono o vorrebbero vedere; cosa gli altri si aspettano al di là dei propri bisogni. Ognuno di noi ha creato all’interno della società dei valori propri, in cui crede o si attiene per comodità. Valori, regole, leggi, modi di pensare, visioni della realtà che spesso escludono il “diverso” da noi, andando così contro quelle che sono le dinamiche fisiche dell’uomo. Ogni volta che un evento, una circostanza, una persona ci viene in-contro sviluppiamo emozioni e conseguenti azioni. Non sempre degne di lusinghe.

Spesso escludiamo chi è diverso da noi, chi non è omologato al nostro schema. Le norme, le regole che ci siamo dati sono così umane? Molti faticano a stare dentro questi schemi voluti da chi li ha costruiti per controllare qualcosa o qualcun altro ma la forza di volontà a essere autentici non è ancora così forte.

Interpretiamo lo stare fuori dal coro come un’esclusione.

Tuttavia, sapere che queste sono paure che possono essere affrontate, elaborate per rafforzarci, dovrebbe rassicurarci aumentando la nostra autostima.

Considerarci come delle opere d’arte.

Come i quadri degli impressionisti non erano all’inizio compresi, così noi dovremmo avere il coraggio di rappresentare la nostra identità. Dovremmo essere i primi estimatori di noi stessi, coloro che acquisterebbero per primi la propria opera d’arte perché è il meglio che siamo riusciti a fare con noi stessi.

La nostra autenticità, la nostra autostima.

Poniamoci delle domande, quelle vere profonde, quelle a cui rispondiamo: eh, bella domanda!

Chiederci che colori amiamo o quali vestiamo meglio, anziché vestirci del solito colore scuro o neutro per non sbagliare mai, il passe-partout per ogni occasione. Ecco sì, il miglior sistema per omologarci e renderci invisibili al mondo, facendo la volontà di chi vuole gestirci.

Per non parlare poi dei modi di fare, di pensare. Anche quelli vanno di “moda”, senza rispecchiare le singole volontà.

E invece no. Subiamo consapevolmente le volontà altrui senza reagire, perché la reazione è faticosa. Meno faticosa però dell’esclusione. Meglio evitare il barbone o l’ammalato, in quanto diversi, anziché chiedersi perché vivono in determinate condizioni. La mia lezione di marketing e finanza, l’ho avuta proprio da uno di loro, sabato scorso, quando chiedendomi l’elemosina mi ha detto l’uso che avrebbe fatto della moneta, del valore che Lui attribuiva a quella moneta in quel momento.

Elementi: valore – destinazione – tempo

Ci inventiamo dei nemici da combattere, senza sapere che combattiamo contro noi stessi.

Ridiamo dignità al nostro essere, alla nostra persona unica senza escluderci perché non siamo omologati alla massa. Guardiamo la nostra situazione con dignità, comprendiamola e cambiamo cosa non ci piace senza paura di essere esclusi perché autentici. Rimettiamo in discussione il nostro modo di essere gretti, meschini, egoisti, banalmente emulatori e reimpostiamo la nostra vita dandole spazio e luce. Lo spazio dell’interiorità che va ben oltre l’involucro che ci contiene. Se perdiamo di vista la nostra volontà, perdiamo di vista noi stessi e saremo sempre più oggetti di scambio, non soggetti che scambiano. Quando le aziende tagliano le persone, tagliano oggetti per dar maggior valore all’azienda e in quel caso ci si sente come prodotti in svendita.

Restiamo fedeli alla nostra volontà e capacità di distinguerci, di essere elemento di spicco nella massa, scopriremo che tutti ci vorranno come delle meravigliose opere d’arte autentiche.